Come Lavare i Pavimenti
Risulta essere uno di quegli aspetti riguardanti la quotidianità che tutti sembrano dare per scontato, eppure nemmeno i maniaci delle pulizie più accaniti possono dirsi del tutto perfettamente istruiti su come lavare i pavimenti di casa. Proprio così: anche un’azione considerata così semplice da compiere può nascondere alcune piccole insidie e segreti. Pulire bene casa con i detergenti adatti è molto importante dal punto di vista dell’igiene, ma non tutti sanno come lavare i pavimenti, anche perché i materiali da trattare, a seconda dei casi, possono richiedere tecniche e detersivi differenti.

Non bisogna dimenticare poi il fatto che lavare i pavimenti può essere un’attività assai stancante, quindi meglio farlo bene in modo che il risultato finale sia ampiamente soddisfacente. Come prima cosa, è necessario rimuovere ogni sorta di ostacolo che possa intralciare le operazioni di pulizia, quindi cestini, lenzuola o piumoni toccanti terra, e via dicendo.
Poi bisogna passare accuratamente, soprattutto negli angoli, la scopa o l’aspirapolvere in modo da raccogliere ogni granello di polvere e di sporcizia.
Fatto questo, si passa al lavaggio vero e proprio: preparare quindi due secchi, uno con acqua e detersivo e uno con sola acqua pulita, dove si andrà di tanto in tanto a sciacquare lo straccio sporco. Ricordarsi di strizzare sempre molto bene lo straccio e di non passare mai sopra la superficie bagnata con i piedi.
In alternativa è possibile utilizzare una scopa a vapore tipo queste che, emettendo vapore, permette di eliminare tutte le impurità sfruttando il potere del calore.
Per asciugare il pavimento è sufficiente lasciare le finestre di casa aperte, oppure dare una passata con una spugna assorbente. Se notate la presenza, in controluce, di aloni sul pavimento, allora è necessario ripetere i passaggi sopra descritti. Un consiglio importante su come lavare i pavimenti in parquet è quello di strizzare molto bene il panno prima di procedere con il lavaggio, questo perché un quantitativo eccessivo di acqua potrebbe danneggiare la delicata superficie in legno. In caso di parquet opachi, è bene ricordarsi di passare periodicamente un po’ di cera protettiva. Il passaggio finale consiste sempre nel sciacquare bene il panno, magari mettendolo in lavatrice insieme ad altri panni sporchi onde evitare che la volta successiva possano sprigionarsi cattivi odori mentre si lavano i pavimenti.
Read MoreCome Scegliere un Umidificatore a Ultrasuoni per Casa
l’umidificatore a ultrasuoni si rivela particolarmente utile nel momento stesso in cui l’aria in casa dovesse essere troppo secca, il che rischierebbe con il tempo di provocare danno soprattutto in relazione a mobili e pavimenti in legno, oltre ad essere una possibile causa di eventuali problemi respiratori.

Lo scopo di un simile dispositivo è proprio quello di ricreare il giusto tasso di umidità nell’ambiente: questa particolare versione di umidificatore va ad interagire direttamente con l’acqua, generando vibrazioni che trasformano quest’ultima in vapore freddo.
Risulta essere estremamente semplice nel suo funzionamento e, soprattutto, molto più silenzioso rispetto alle alternative a vapore caldo; al tempo stesso, in alcuni modelli è possibile regolare in maniera più appropriata il flusso di vapore emesso, determinando quindi un minore consumo energetico.
Cerchiamo adesso di capire meglio quali sono i fattori di cui tener conto al fine di prendere una decisione in merito al prodotto più indicato per le proprie esigenze e per l’ambiente in cui dovrà essere collocato.
Le funzioni
A seconda del modello che si sta valutando, le relative funzionalità varieranno sia numericamente che in base alle modalità per mezzo di cui sarà possibile perfezionarle. La stragrande maggioranza degli umidificatori a ultrasuoni svolgono il loro compito in maniera quasi del tutto automatizzata, senza che si renda necessario l’intervento da parte dell’uomo.
Invece, spendendo qualcosina in più, si avrà accesso a determinate unità con una propensione maggiormente hi-tech, in riferimento a cui potranno essere impostati a proprio piacimento alcuni specifici parametri come la percentuale di umidità, a cui abbiamo fatto accenno poc’anzi, ed anche i tempi di accensione e spegnimento sfruttando il timer dedicato.
I filtri
Alla luce delle peculiarità tipicamente riscontrabili in un dispositivo di questo tipo, è fondamentale accertarsi della presenza di appositi filtri, così da essere sicuri che ogni impurità presente nell’acqua utilizzata in fase di funzionamento, venga efficacemente bloccata.
Al tempo stesso, per coloro che dovessero scegliere un umidificatore a ultrasuoni privo di filtri, sarebbe preferibile tenere in considerazione l’acqua distillata, così da scongiurare ogni imprevisto a tale riguardo.
Il design
A seconda del contesto nel quale l’apparecchio verrà poi inserito, non andrebbe trascurato il fattore estetico. Infatti sul mercato sono disponibili diverse varianti di umidificatore a ultrasuoni: alcune sono chiaramente pensate per il pubblico più giovane, in virtù della frequente presenza di alcune rappresentazioni grafiche relative a personaggi animati che ben si sposano con il carattere goliardico delle camerette per bambini.
Altri modelli si caratterizzano invece per un profilo nettamente più pulito e minimale, che quindi li rende adatti per essere collocati in zone dove abbiamo una prevalenza di arredamento moderno; ulteriori prodotti risultano invece più indicati per stanze dove è particolarmente evidente il carattere classico o tradizionale.
Quanto costa un umidificatore a ultrasuoni?
Stiamo parlando di versioni certamente più avanzate, ed anche più costose, rispetto agli umidificatori ad evaporazione o ad ebollizione, relativamente ai quali è possibile vedere questa guida sugli umidificatori, il loro costo varia solitamente in un intervallo che parte dai 20€ ma può addirittura superare i 130€.
Come Giocare a Colore Trentuno
Le varianti regionali dei giochi principali, come il Tresette, la Briscola, la Scopa o lo Scopone, sono praticamente infinite. Basta girare per la penisola per trovare una variante più o meno lontana dall’originale, spesso estremamente divertente. Poi vi sono giochi che prendono da più di un altro, come il Trentuno, che si gioca in Toscana. Ecco come si gioca a Colore Trentuno.
Per giocare serve un mazzo di carte francesi da cinquantadue esemplari. Il Colore Trentuno, si può giocare in un numero variabile da tre a nove giocatori, che mettono una posta all’inizio di ogni mano. Il mazziere distribuisce tre carte ad ogni partecipante e ne mette altre tre, scoperte al centro del tavolo.
Risulta essere di mano il mazziere, il quale ha il diritto di sostituire una sua carta con una delle carte scoperte sul tavolo. Lo seguono a turno in senso antiorario gli altri giocatori. Quando un giocatore non cambia alcuna carta o le cambia tutte, gli altri giocatori hanno un ultimo turno di cambio e la smazzata termina con la scopertura delle carte di tutti gli stessi.
Vince chi ha la più alta tra le combinazioni qui riportate, in ordine decrescente: Colore trentuno (Asso, Re e Donna dello stesso seme), Trentuno (composto da Asso e due carte dello stesso seme), Tris (composto da tre carte uguali) e Coppia (una coppia di carte uguali con il Fante di Fiori). Come si può notare, il gioco assomiglia al Poker.
Read MoreCome Restaurare una Poltroncina
Ho acquistato presso un negozio che espone merce in contovendita una poltroncina imbottita. Mi piaceva l’estetica e sapevo che avrei potuto abbinarla alla scrivania che ho costruito e che potete vedere nella mia pagina dell’esposizione.
La poltroncina non necessitava di una drastica pulizia, ma avevo intenzione di sverniciarla per schiarirla leggermente, era infatti di un colore più scuro di quello della scrivania e mal si addiceva a questa, poi aveva bisogno di qualche stuccatura e da qui la mia intenzione di ripulirla a dovere.
Tra l’altro aveva l’imbottitura vecchia e sfondata, come si può vedere da questa foto. Le cinghie che reggevano i vari strati di gommapiuma, ovatta, si erano rotte.

Ecco, qui viene strappata via tutta la vecchia stoffa e le cinghie e si cerca, con tanta pazienza, di eliminare ogni traccia di chiodi o puntine metalliche dalla struttura della poltroncina.

Azione dello sverniciatore. Ho acquistato un prodotto forte, in modo da evitare di ripassarci più volte, poi mi sono messo dei guanti di protezione ed ho cosparso tutta la poltroncina con un generoso strato di sverniciatore. Dopo pochi minuti questo cominciava già a fare effetto, in seguito ho preso una spatolina ed ho incominciato ad eliminare il tutto. Poi mi sono ricordato che avevo della segatura a disposizione ed ho adoperato quella per eliminare lo sverniciatore. Fantastico! Basta prendere delle manciate di segatura e strofinarla (sempre con i guanti!!) sulla superficie del legno. Questa assorbe il prodotto, abrade quanto basta e pulisce a fondo. Poi con un pennellino è stato sufficiente eliminare le piccole tracce di segatura rimaste, ma il lavoro è risultato perfetto.
Ecco la mia poltroncina senza sverniciatore Si è già un po’ schiarita, vero?
Poichè su alcune parti vi erano forellini di tarli, dopo un previo trattamento a base di antitarlo (puzza in un modo schifoso!), ho stuccato questi fori e piccole magagne.

E qui ho provveduto a carteggiare il tutto. All’inizio con della carta vetrata non finissima, ma neanche tanto grossa, visto che non c’era la necessità di una carteggiatura profonda; diciamo che un 120 può andare bene. Poi ho usato una carta vetrata di quelle nere, superfini, con cui ho reso vellutata tutta la superficie.

Ecco, qui ho passato una mano leggera di gommalacca a tampone giusto per conferire alla poltroncina una tonalità più calda e poi due mani di Xilatop satinato, come del resto fu fatto con la scrivania. Tra le varie mani ho carteggiato con paglietta molto fine per eliminare quelle microrugosità che si formano dopo una finitura a pennello.

A questo punto era necessario procedere alla realizzazione del supporto dell’imbottitura. Quindi sono state acquistate delle cinghie, come era in origine, e sono state fermate, ben tirate, con l’aiuto di una pistola sparapunti come quelle che usano i tappezzieri.

Un particolare dell’intreccio con cui sono state disposte le cinghie per assicurare una migliore tenuta.

Un foglio di gommapiuma di 4 cm è stato utilizzato come imbottitura per la poltroncina. Gli spigoli troppo vivi sono stati smussati con le forbici per realizzare una curva più dolce e poi è stato fermato con alcuni punti sulla struttura della sedia. Sopra è stato appoggiato un leggero foglio di ovatta, per “ammorbidire” ulteriormente la seduta.

Questa è la stoffa usata per l’imbottitura e fermata lungo il perimetro della poltroncina. Poi viene incollato un bordino come rifinitura per coprire i punti metallici e per abbellire il tutto.

Ecco la poltroncina pulita, leggermente schiarita, imbottita e pronta per far compagnia alla scrivania. E’ ritornata come nuova…!

Come Ottimizzare gli Spazi nella Camera da Letto
Ogni stanza, ogni ambiente di una casa tra cui anche la camera da letto può essere facilmente riorganizzato in modo da ottimizzarne lo spazio; a volte basta poco, sia in termini di tempo che di denaro, per ottenere il risultato desiderato. Basta eliminare tutte le cose inutili e concentrarvi su quello che, spesso, occupa più spazio: letto e armadi!
Il regno del sonno e del riposo
Eccovi qualche utile consiglio per ottenere una camera più grande, più ariosa e più spaziosa… mantenendo invariati i metri quadrati!
Ridurre le dimensioni del letto
Certo, un letto king size dove potersi spaparanzare a quattro di bastoni è il sogno di tutti… ma ne avete davvero bisogno? Valutate lo spazio che occuperebbe il letto e cercate di immaginare tutto lo spazio libero guadagnato con un letto più piccolo: questa sarà la vostra risposta!
Eliminate mobili troppo ingombranti
Armadi, cassettiere, comò e credenze sono molto comode per riporre tutte le vostre cose ma purtroppo hanno lo svantaggio di occupare tantissimo spazio. Per fortuna, oggi si sono soluzioni che vi offrono lo stesso quantitativo di spazio senza occupare preziosissimi metri quadrati, ad esempio i cassettoni sotto il letto! Certamente non offrono proprio la stessa comodità di una cassettiera, ma la ricompensa che offrono sotto forma di spazio libero è inestimabile! Una volta eliminati mobili troppo ingombranti, inoltre, aumenterà anche la luce naturale che illuminerà la vostra camera da letto, dandovi la sensazione di uno spazio maggiore.
Futon, divani-letto e letti a scomparsa
Tutti questi tipo di letto hanno il vantaggio di potersi nascondere o mimetizzare in altre forme, riducendo in modo considerevole lo spazio occupato sul pavimento. Oltre ad offrirvi una funzionalità in più, ad esempio quella di potervi anche sedere nel caso del futon o del sofà, o quella di offrirvi un complemento d’arredo aggiuntivo nel caso dei letti a scomparsa che presentano una scrivania o un altro piano d’appoggio nella parte posteriore quando il letto è scomparso, vi permetteranno di lasciare libero il centro della stanza. Certo, ogni mattina vi tocca perdere un minuto e mezzo per far scomparire il letto, ma ne varrà la pena in termini di spazio guadagnato.
Valorizzate lo spazio verticale
Preferite armadi e mobili che vi consentono di sfruttare il più possibile lo spazio verticale, (possibilmente fino al soffitto) più che quello orizzontale. Più cose riuscite a ficcare nell’armadio, meno mobili aggiuntivi dovrete piazzare in camera, occupando così spazio prezioso. Allo stesso modo i muri diventano uno spazio da sfruttare nel modo più intelligente, per mettervi mensole, specchi a muro e armadietti per poter riporre tutte le vostre cose.
Spostate o riducete la tecnologia
Spesso quello che occupa tanto spazio in camera da letto sono proprio i televisori e tutta la tecnologia correlata, magari ammucchiata su un carrellino. Ecco, tutte cose che andrebbero preferibilmente spostate in salotto o, se proprio non potete fare a meno della televisione di fronte al letto, optate per un modello piatto da installare direttamente sulla parete, in modo da non occupare spazio sul pavimento.
Scegliete complementi d’arredo multifunzionali
Un letto con cassettoni nella parte sottostante e che presenta una testata con libreria e mensole incorporate riunisce in un singolo complemento tre importanti funzionalità. Se proprio il letto (o un altro complemento d’arredo da mettere in camera) deve essere grande, almeno che vi permetta di risparmiare spazio su altri fronti.
Cercate di trovare, in altri punti della casa, spazio da utilizzare al posto di utilizzare quello della camera da letto. Armadi in corridoio, sgabuzzini e controsoffitti sono ottimi posti dove sistemare, ad esempio, gli abiti stagionali quando non servono più, liberando così spazio in camera da letto.
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