Come tagliare il compensato

La guida che segue è stata pensata per tutti coloro che desiderano imparare a tagliare il compensato in modo preciso e sicuro. Il compensato è un materiale versatile e molto utilizzato nel settore dell’artigianato, del fai da te e in molte altre applicazioni. Però, per ottenere risultati eccellenti, è fondamentale conoscere le tecniche e gli strumenti appropriati per il taglio. Attraverso questa guida, vi accompagneremo passo dopo passo nel processo di taglio del compensato, con consigli su come scegliere il tipo di compensato, gli strumenti necessari, le precauzioni di sicurezza e le tecniche per ottenere tagli precisi e puliti. Mettiti comodo e preparati a diventare un esperto nel taglio del compensato.

Quali attrezzi utilizzare per tagliare il compensato

Per tagliare il compensato, è importante utilizzare gli attrezzi adeguati per ottenere un taglio preciso e pulito. Ecco alcuni dei principali strumenti che un esperto di lavori domestici potrebbe utilizzare per tagliare il compensato:

1. Seghetto alternativo: Questo è uno degli attrezzi più comuni utilizzati per tagliare il compensato. È una sega elettrica portatile che consente di effettuare tagli dritti e curvi con facilità. Assicurati di utilizzare una lama adatta per il compensato, come una lama con denti fini e affilati.

2. Sega circolare: Per tagli dritti e precisi, una sega circolare è ideale. Utilizza una lama con molti denti, come una lama a 60 denti o superiore, per ottenere un taglio pulito e senza scheggiature. È importante impostare la profondità di taglio corretta e utilizzare una guida di taglio per mantenere la sega dritta durante il processo.

3. Sega a nastro: La sega a nastro è un’altra opzione per tagliare il compensato, specialmente per tagli curvi o angolari. Anche in questo caso, utilizzare una lama adatta per il compensato con denti fini.

4. Sega a mano: Se non si dispone di accesso a strumenti elettrici, è possibile utilizzare una sega a mano per tagliare il compensato. Scegli una sega con denti fini e affilati, come una sega per legno di precisione o una sega giapponese. Questo richiederà più tempo e sforzo rispetto all’utilizzo di strumenti elettrici, ma può comunque fornire un taglio preciso se si lavora con cura e attenzione.

Indipendentemente dall’attrezzo che si sceglie di utilizzare, è importante seguire le precauzioni di sicurezza e indossare occhiali di protezione e guanti durante il taglio del compensato. Inoltre, utilizzare supporti per il lavoro o morsetti per fissare il pezzo di compensato durante il taglio, per mantenere il controllo e prevenire incidenti.

Come tagliare il compensato

Tagliare il compensato può sembrare un compito impegnativo, ma con le giuste precauzioni, gli strumenti e le tecniche, è possibile ottenere risultati precisi e puliti. Ecco una guida dettagliata su come tagliare il compensato in modo sicuro ed efficace.

1. Preparazione del materiale e dell’area di lavoro:
– Assicurati di avere un piano di lavoro adeguato e stabile, come un tavolo da lavoro o un banco da lavoro.
– Indossa occhiali protettivi, guanti e, se possibile, un dispositivo di protezione per le orecchie per evitare infortuni.
– Verifica che il compensato sia della dimensione, dello spessore e del tipo giusti per il tuo progetto.

2. Strumenti necessari:
– Un metro a nastro per misurare e segnare il compensato.
– Una squadra o un righello per tracciare linee rette sul compensato.
– Un seghetto alternativo, una sega circolare o una sega a mano per tagliare il compensato.
– Una lama appositamente progettata per tagliare il compensato, con denti fini per ridurre la possibilità di scheggiare o lacerare il materiale.
– Nastro adesivo per coprire la linea di taglio e ridurre ulteriormente il rischio di scheggiature.

3. Misurazione e marcatura del compensato:
– Utilizza il metro a nastro per misurare la lunghezza e la larghezza del pezzo di compensato che desideri tagliare.
– Segna attentamente i punti di misura sul compensato con una matita.
– Utilizza la squadra o il righello per tracciare una linea retta tra i punti di misura. Assicurati che la linea sia dritta e precisa.

4. Preparazione del taglio:
– Applica il nastro adesivo lungo la linea di taglio per ridurre la possibilità di scheggiare il compensato.
– Posiziona il compensato sul tavolo da lavoro in modo che la parte da tagliare sia sostenuta e il taglio non danneggi il tavolo sottostante. Se possibile, utilizza morsetti o supporti per tenere il compensato in posizione durante il taglio.

5. Taglio del compensato:
– Scegli il tipo di sega che preferisci in base alla precisione e alla velocità desiderate. Per tagli dritti e precisi, è consigliabile utilizzare una sega circolare. Per tagli curvi o meno precisi, si può utilizzare un seghetto alternativo o una sega a mano.
– Regola la profondità della lama della sega in modo che sia leggermente più profonda dello spessore del compensato. Questo riduce la resistenza e il rischio di danneggiare il materiale.
– Accendi la sega e, se è possibile, attendi che raggiunga la sua velocità massima prima di iniziare il taglio.
– Segui attentamente la linea di taglio, muovendo la sega lentamente e con precisione lungo il percorso tracciato. Evita di forzare la sega o di spingerla troppo velocemente, poiché ciò potrebbe causare scheggiature o lacerazioni nel compensato.

6. Rifinitura e pulizia:
– Una volta completato il taglio, spegni la sega e rimuovi il nastro adesivo dal compensato.
– Controlla il bordo tagliato per eventuali imperfezioni o scheggiature. Se necessario, utilizza carta vetrata o una levigatrice per levigare i bordi e ottenere una finitura liscia.
– Pulisci l’area di lavoro e rimuovi eventuali residui di compensato.

Seguendo questi passaggi, sarai in grado di tagliare il compensato in modo sicuro, preciso e con risultati di alta qualità.

Conclusioni

In conclusione, tagliare il compensato può sembrare un compito impegnativo, ma con la giusta attrezzatura, preparazione e conoscenza delle tecniche appropriate, è possibile ottenere risultati precisi e di alta qualità. Ricordati di seguire passo dopo passo le istruzioni fornite in questa guida, scegliere gli strumenti giusti per il lavoro e prendere tutte le precauzioni di sicurezza necessarie per evitare incidenti. Con un po’ di pratica e pazienza, sarai in grado di tagliare il compensato come un professionista per i tuoi progetti fai-da-te o lavori di carpenteria, ottenendo risultati eccellenti e duraturi. Buon lavoro!

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Come si Puliscono le Scarpe da Golf

Il golf è uno sport che unisce abilità, strategia, e, non da ultimo, un forte senso dello stile. Mentre molta attenzione viene spesso dedicata alla scelta dei club da golf giusti, le scarpe da golf sono altrettanto importanti. Una buona coppia di scarpe da golf non solo può migliorare la vostra performance sul campo, ma può anche fare una dichiarazione di stile. Tuttavia, come ogni buon paio di scarpe, necessitano di cure appropriate, e questo è particolarmente vero per le scarpe da golf, che devono affrontare erba, fango, sabbia e un assortimento di condizioni climatiche. Quindi, come si puliscono le scarpe da golf? Questa guida vi mostrerà come farlo passo dopo passo.

Caratteristiche delle scarpe da golf

Le scarpe da golf sono progettate specificamente per il campo da golf, con caratteristiche che le differenziano dalle scarpe normali. Sono solitamente dotate di borchie o tacchetti sulla suola per fornire una maggiore trazione sul prato, aiutando i golfisti a mantenere un’appoggio stabile durante il swing. Sono inoltre progettate per essere resistenti all’acqua o almeno impermeabili per proteggere i piedi dall’umidità del prato.

Il materiale delle scarpe da golf può variare. Alcune sono realizzate in pelle o materiale sintetico, mentre altre sono in tessuto o altri materiali. La scelta del materiale influenzerà il metodo di pulizia delle scarpe.

Come si puliscono le scarpe da golf

La pulizia delle scarpe da golf non è solo un’operazione di manutenzione ordinaria, ma un rituale che estende la vita delle tue scarpe, preserva la loro funzionalità e mantiene il tuo aspetto impeccabile sul campo. Quindi, come si puliscono le scarpe da golf in modo efficace? Esploriamo un approccio dettagliato passo dopo passo.

Prelievo di sporco e fango
Prima di tutto, è necessario rimuovere lo sporco e il fango grossolani che si sono accumulati sulle scarpe. Per fare ciò, è possibile utilizzare una spazzola rigida o un vecchio spazzolino da denti. Assicurati di pulire accuratamente i tacchetti, in quanto lo sporco e l’erba tendono ad accumularsi lì. Se lo sporco è particolarmente ostinato, potrebbe essere utile immergere le scarpe in acqua tiepida per ammorbidire il fango, facilitandone la rimozione.

Pulizia del materiale esterno
La pulizia del materiale esterno dipende dal tipo di materiale con cui le tue scarpe sono fatte. Se le tue scarpe da golf sono in pelle, potrebbe essere meglio utilizzare un panno umido insieme a un sapone delicato. Applica il sapone sul panno e strofinalo delicatamente sulla superficie delle scarpe, prestando particolare attenzione alle aree macchiate o particolarmente sporche. Successivamente, utilizza un altro panno umido per rimuovere eventuali residui di sapone. Ricorda di non inzuppare la pelle, in quanto potrebbe danneggiarla.
Per le scarpe da golf in materiale sintetico o in tessuto, una soluzione di acqua e sapone più forte potrebbe essere più efficace. Potrebbe anche essere utile utilizzare una spazzola per pulire le aree più sporche o macchiate.

Pulizia dell’interno
L’interno delle scarpe da golf può accumulare sudore, causando odori sgradevoli. Per pulire l’interno delle scarpe, si può utilizzare un panno umido e un sapone delicato. Pulisci l’interno delle scarpe con movimenti circolari, prestando particolare attenzione alle aree che entrano in contatto con il tallone e la pianta del piede, dove il sudore tende ad accumularsi. Dopo aver pulito l’interno delle scarpe, assicurati di asciugarle adeguatamente per prevenire la formazione di muffe o funghi.

Asciugatura e cura
Una volta pulite, le scarpe da golf devono essere asciugate in modo appropriato. Lasciale asciugare in un luogo ben ventilato, evitando di esporle a fonti di calore diretto, come stufe o radiatori, che potrebbero deformare o danneggiare il materiale. Se le tue scarpe da golf sono in pelle, potrebbe essere utile applicare un balsamo o un prodotto per la cura della pelle una volta che si sono asciugate, per mantenere la pelle morbida e prevenire crepe o danni.

Ricorda, la pulizia delle scarpe da golf non è solo una questione di estetica, ma un modo per mantenere le scarpe funzionali e confortevoli, garantendo le migliori prestazioni possibili sul campo da golf. Prenditi il tempo per curare le tue scarpe, e vedrai i benefici nel lungo termine.

Conclusioni

Pulire le scarpe da golf potrebbe sembrare un compito arduo, ma è un passo essenziale per mantenerle in ottime condizioni e assicurarsi che durino a lungo. Ricordate, prendersi cura delle vostre scarpe da golf non è solo una questione di estetica, ma può anche migliorare le vostre prestazioni sul campo.

Per concludere, vorrei condividere un aneddoto personale. Da appassionato di golf, ho sempre avuto un debole per le scarpe da golf eleganti. Un giorno, ho ricevuto un paio di scarpe da golf di alta qualità come regalo. Ero entusiasta di indossarle sul campo, ma non ero sicuro di come mantenerle. Così, ho iniziato a ricercare e a sperimentare vari metodi di pulizia. Dopo qualche tentativo ed errore, ho sviluppato un metodo che ha mantenuto le mie scarpe pulite e in ottime condizioni. Questa guida è il risultato di quella ricerca e spero che vi aiuti a mantenere le vostre scarpe da golf al meglio. Ricorda, un paio di scarpe da golf pulite non solo ti farà sentire più professionale, ma potrebbe anche portare a qualche colpo in meno sul tuo punteggio.

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Come Irrigidire i Tessuti

L’irrigidimento dei tessuti è un processo che ha il potere di trasformare un pezzo di stoffa ordinario in qualcosa di straordinario, aumentandone la resistenza, la forma e persino la funzionalità. Che si tratti di creare una scultura in tessuto, di dare forma a un abito o semplicemente di rafforzare una borsa di cotone, l’irrigidimento dei tessuti è un’arte preziosa e affascinante. Nel corso di questo articolo, mi prenderò il tempo di guidarvi attraverso questo processo, condividendo le tecniche che ho appreso negli anni.

Quando serve irrigidire i tessuti

L’irrigidimento dei tessuti può servire in una varietà di circostanze. Per esempio, potrebbe essere utile in situazioni in cui si desidera che un tessuto mantenga una forma specifica. Questo è spesso il caso nella creazione di sculture di tessuto, nell’arte tessile, nella creazione di cappelli, nelle tende, nei tappeti e nei copricuscini.

Inoltre, l’irrigidimento dei tessuti può essere fondamentale nella creazione di abiti e costumi di scena, in cui si desidera che il tessuto assuma una forma tridimensionale o mantenga una struttura rigida. Penso ad esempio ai costumi teatrali o cinematografici, o a certi abiti da sposa che hanno bisogno di un certo tipo di supporto strutturale.

Inoltre, l’irrigidimento dei tessuti può essere utile per proteggere e rafforzare tessuti che vengono sottoposti a un uso intenso. Questo è particolarmente vero per borse, zaini e altri accessori che necessitano di una certa resistenza.

Come irrigidire i tessuti

Ci sono diverse tecniche per irrigidire i tessuti, alcune delle quali richiedono prodotti specifici, altre richiedono solo un po’ di creatività e di tempo. Eccovi un’elenco delle tecniche che ho utilizzato nel corso degli anni.

Amido
L’uso dell’amido per irrigidire i tessuti è un metodo antico e affidabile. L’amido, una sostanza organica estratta da cereali come mais e riso, agisce come un legante naturale che può dare al tessuto una certa rigidità. Per utilizzare l’amido, devi prima mescolarlo con acqua secondo le indicazioni sulla confezione, dopodiché lo spruzzi sul tuo tessuto e lo stiri fino a che non si asciuga. Ricorda, questa tecnica funziona particolarmente bene sui tessuti di cotone e lino, ma potrebbe non essere altrettanto efficace su altri tipi di tessuti.

Colla per tessuto
Un’altra opzione comune per irrigidire i tessuti è l’uso della colla per tessuti. La colla per tessuti è una colla speciale che può essere miscelata con acqua e applicata al tessuto per dargli una struttura più rigida. Il processo generale comporta la miscelazione della colla con acqua, l’applicazione della miscela sul tessuto, e poi la lasciare asciugare. A seconda della quantità di colla utilizzata e del tempo di asciugatura, è possibile controllare il livello di rigidità del tessuto.

Resina
La resina è un altro materiale fantastico che può essere utilizzato per irrigidire i tessuti. Questo polimero liquido, una volta applicato al tessuto e lasciato asciugare, forma un rivestimento solido e trasparente che può trasformare un semplice pezzo di stoffa in una scultura di tessuto. La resina è particolarmente utile quando si lavora con progetti artistici o di design, in cui si desidera creare forme tridimensionali o mantenere una forma specifica. Tuttavia, la resina deve essere maneggiata con cura, poiché può essere tossica se inalata o se entra in contatto con la pelle.

Imbottiture o interfodere
L’uso di imbottiture o interfodere è un metodo comune nella sartoria per dare struttura e forma ai capi. Questi materiali vengono cuciti tra il tessuto esterno e la fodera del capo, fornendo una struttura che aiuta il capo a mantenere la sua forma. L’imbottitura o l’interfodera possono essere fatte di diversi materiali, tra cui cotone, poliestere, lana o seta, a seconda delle esigenze del progetto. Questa tecnica è particolarmente utile per creare abiti strutturati, cappelli, borse e altri accessori.

Conclusioni

Concludendo, l’irrigidimento dei tessuti è un’abilità che può aprirvi un mondo di possibilità creative. Se avete una mente artistica, può offrirvi un modo per esprimervi in modi nuovi ed emozionanti. Se siete interessati alla moda o alla sartoria, può aiutarvi a creare capi unici e di alta qualità.

Per concludere, vorrei condividere un aneddoto personale che sottolinea quanto può essere potente l’irrigidimento dei tessuti. Un tempo, ho lavorato su un progetto di arte tessile per una mostra. Volevo creare una scultura di tessuto che rappresentasse il flusso e il movimento dell’acqua. Ho provato varie tecniche, ma non riuscivo a ottenere l’effetto desiderato.

Poi, un giorno, ho avuto l’idea di usare la resina. Ho dipinto strati di resina sul mio tessuto, permettendogli di asciugare tra un strato e l’altro. Con ogni strato, il mio “fiume” di tessuto diventava più rigido e più strutturato. Alla fine, la mia scultura tessile era esattamente come l’avevo immaginata – un bellissimo fiume di tessuto che sembrava quasi muoversi.

L’irrigidimento dei tessuti mi ha permesso di portare la mia visione in vita. Mi ha permesso di creare qualcosa di unico, qualcosa che non sarebbe stato possibile senza le tecniche che ho condiviso con voi in questa guida. Spero che queste tecniche vi ispirino a creare qualcosa di bello e di unico anche voi.

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Come Togliere Macchie di Schiuma Poliuretanica dai Vestiti

Molti anni fa, durante uno dei miei primi lavori di bricolage domestico, ho accidentalmente sporcato la mia camicia preferita con della schiuma poliuretanica. Ho provato in tutti i modi a rimuoverla, ma alla fine ho dovuto dire addio alla mia adorata camicia. E’ stata una lezione dura, ma mi ha insegnato quanto sia importante essere ben preparati quando si lavora con sostanze come la schiuma poliuretanica. Questa guida è il frutto di quella lezione imparata a mie spese.

Cos’è la Schiuma Poliuretanica

La schiuma poliuretanica è un materiale espansivo utilizzato in molti settori, dall’edilizia all’artigianato. È nota per le sue eccellenti proprietà di isolamento termico e acustico e per la sua capacità di riempire e sigillare crepe e cavità.

La schiuma poliuretanica viene generalmente applicata con l’uso di una pistola o in forma di aerosol, e una volta indurita, forma una struttura solida e resistente. Tuttavia, quando è ancora fresca, può essere molto appiccicosa e, se entra in contatto con i vestiti, può causare macchie difficili da rimuovere.

In termini più semplici, pensa alla schiuma poliuretanica come a un super collante espansivo. E’ estremamente efficace nel fare il suo lavoro, ma se finisce dove non dovrebbe, hai capito l’idea.

Come Togliere le Macchie di Schiuma Poliuretanica dai Vestiti

Una volta capito cosa sia la schiuma poliuretanica e quanto possa essere problematica quando entra in contatto con i tessuti, è ora di esaminare in modo più dettagliato i metodi efficaci per rimuovere la schiuma poliuretanica.

Identificazione e Valutazione della Macchia
Prima di iniziare il processo di rimozione della macchia, è importante valutare correttamente la condizione della macchia stessa. Questo ti aiuterà a determinare il metodo più efficace per trattare la macchia. Chiediti: la schiuma poliuretanica è ancora fresca o si è già indurita? Quanto è estesa la macchia? Di che materiale è fatto il capo di abbigliamento?

Rimozione di Schiuma Poliuretanica Fresca
Quando la schiuma poliuretanica è ancora fresca, è relativamente più facile rimuoverla. Agire rapidamente è fondamentale.
-Rimozione Iniziale: Non appena noti la macchia, togliti il capo di abbigliamento per prevenire ulteriori danni. Usa una spatola di plastica o un coltello senza punta per rimuovere delicatamente la maggior parte della schiuma. Evita di strofinare per non spingere la schiuma più in profondità nel tessuto.
-Trattamento con Acetone: Imbevi un panno pulito in acetone e tampona delicatamente l’area macchiata. L’acetone scioglierà gradualmente la schiuma poliuretanica. Non strofinare, tampona soltanto per evitare di diffondere la macchia.
-Lavaggio: Una volta rimosso il massimo della schiuma, procedi con il lavaggio normale del capo, seguendo le indicazioni presenti sull’etichetta.

Rimozione di Schiuma Poliuretanica Indurita
Se la schiuma poliuretanica si è già indurita, la rimozione diventa più complicata, ma non impossibile. Di seguito sono riportati i passaggi da seguire:
-Rimozione Iniziale: Con un coltello senza punta o una spatola di plastica, prova a rompere e a rimuovere la maggior parte della schiuma indurita. Fai attenzione a non danneggiare il tessuto sottostante.
-Ammorbidimento con Acetone: Un panno imbevuto di acetone può aiutare a ammorbidire la schiuma indurita. Tampona delicatamente l’area macchiata, senza strofinare.
-Rimozione Supplementare: Dopo aver ammorbidito la schiuma, dovresti essere in grado di rimuovere ulteriori strati. Continua a ripetere il processo fino a quando non riesci a rimuovere più schiuma.
-Pretrattamento e Lavaggio: Applica un pretrattamento per macchie sul residuo rimasto prima di lavare il capo come al solito.

Considerazioni Finali
Prima di utilizzare l’acetone o qualsiasi altro solvente, fai sempre un test su un’area nascosta del capo per verificare che non causi decolorazione o danni al tessuto. E ricorda, l’acetone non dovrebbe mai essere usato su tessuti delicati come seta o lana.
Inoltre, bisogna sottolineare che non tutte le macchie di schiuma poliuretanica possono essere rimosse completamente, soprattutto se sono state lasciate indurire per un lungo periodo di tempo. Tuttavia, con questi passaggi e un po’ di pazienza, si può sicuramente ridurre la visibilità della macchia e potenzialmente salvarsi da dover rinunciare al proprio capo preferito.

Infine, l’esperienza mi ha insegnato che prevenire è sempre meglio che curare. Quindi, quando lavori con la schiuma poliuretanica, cerca di indossare vecchi abiti che non ti dispiacerebbe rovinare, o considera l’uso di un camice da lavoro o di un grembiule per proteggere il tuo abbigliamento.

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Come Mantenere l’Igiene in Cucina

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli su come mantenere l’igiene in cucina.

Asciugatura. È buona norma asciugare sempre bene tutto ciò che viene a contatto con gli alimenti (stoviglie, piani di lavoro, posate ecc.). Germi e batteri, infatti, si riproducono meglio in ambienti caldi e umidi.

Mani. Le mani devono sempre essere lavate prima di cucinare, prima di toccare alimenti da consumare crudi e dopo aver manipolato carni crude, pesce, uova. Si consiglia di utilizzare guanti in lattice per alimenti.

Maniglie. La maniglie sono soggette a sporcarsi molto e, quando si notano impronte, vanno pulite immediatamente passando con un gesto veloce, senza aspettare di fare una pulizia a fondo.

Spugnetta e panno-spugna. Dopo l’uso lavare e fare asciugare bene le spugnette e i panni-spugna per evitare che si formino cattivi odori o muffe causati dal depositarsi dei batteri. Meglio riporli in vaschette con dei buchi, in modo da far passare l’aria. Sostituirli settimanalmente. Per ovvie ragioni igieniche non devono essere mai usati le stesse spugnette o panni-spugna per la pulizia della cucina e del bagno. Può essere utile averne di colori diversi per evitare di confondersi.

Tagliere. Utilizzare taglieri diversi per carne, verdure e pane. Quelli usati per carni e verdure devono essere lavati subito e, se sono in legno, asciugati bene con un canovaccio per evitare odori sgradevoli. Quello per tagliare la carne cruda (specialmente il pollame) deve essere lavato accuratamente subito dopo l’uso. A ogni modo, per tagliare la carne cruda risulta più igienico il tagliere in plastica che a differenza di quello in legno si lava più facilmente. Per rimuovere l’odore di cipolla e aglio dal tagliere usato per le verdure si consiglia di strofinare mezzo limone e bicarbonato di sodio direttamente sulla superficie. Come tagliere per il pane risulta molto pratico quello con il vassoio raccoglibriciole che evita lo spargersi delle briciole quando si affetta il pane.

Tostapane. Tutti gli apparecchi sono ormai dotati di cassetti raccoglibriciole che possono essere estratti e svuotati; in caso contrario capovolgere il tostapane. Non inserire utensili all’interno. È meglio non utilizzare un panno inumidito d’acqua, perché se le briciole si bagnano si attaccano ovunque. Ricordarsi sempre di staccare la spina.

Utensili. È consigliabile fare di tanto in tanto un lavaggio in lavastoviglie di quegli utensili esposti per lungo tempo senza essere usati. Questo aiuta anche a non ritrovarseli coperti di polvere e grasso al momento del bisogno.

Piano di lavoro e tavolo. Tenerli sempre perfettamente puliti. Una volta lavati è importante sciacquarli bene per eliminare ogni residuo di detergente che potrebbe venire poi a contatto con gli alimenti.

Canovacci. Cambiare i canovacci tutti i giorni per averli freschi di bucato e pronti all’uso. Utilizzare quelli di cotone e lino per asciugare le stoviglie e quelli a nido d’ape per asciugare le mani; non utilizzare mai lo stesso canovaccio per entrambe le cose. Lavarli poi in lavatrice con un ciclo a 90 °C. Non utilizzare maì il canovaccio per pulire schizzi o tracce di carne cruda, ma fare uso di carta da cucina.

Tappetini. Sono utili per riparare le zone che si sporcano più facilmente come l’arca del pavimento sotto il lavello e quella sotto i fornelli. Vanno cambiati e lavati almeno una volta alla settimana.

Pattumiera. Il secchio e lo spazio circostante, si sporcano facilmente e richiedono una pulizia frequente. Tenere lontani i rifiuti alimentari da fonti di calore e prediligere un contenitore per rifiuti a scomparti per separare i rifiuti umidi da quelli secchi; se possibile preferire un modello con coperchio.
Non lasciare l’immondizia umida nel secchio durante la notte: per evitare odori sgradevoli è bene vuotare la spazzatura ogni giorno.
Almeno una volta alla settimana lavare il secchio dell’immondizia e disinfettarlo con alcool denaturato o lisoformio.

Pavimento. I pavimenti della cucina sono soggetti a sporcarsi di più e píù velocemente e quindi richiedono di essere lavati tutti i giorni (>Pulizie di base: Pavimenti).

Dispensa. Una volta ritornati a casa dopo aver fatto la spesa, è bene spolverare i contenitori (lattine, scatole, barattoli, bottiglie ecc.) prima di riporli sugli scaffali della dispensa.

Intrusione di scarafaggi, formiche e altri insetti. La prima buona regola per difendersi è di applicare una zanzariera alla finestra della cucina, utile soprattutto contro le mosche. In presenza di formiche o scarafaggi difendersi con insetticidi, seguendo attentamente le indicazioni sulla confezione e facendo attenzione che non vengano in nessun modo in contatto con gli alimenti.
La conservazione dei prodotti deperibili fatta in modo adeguato e un buon livello d’igiene sono utili per prevenire comunque la possibilità di intrusione d’insetti.

Cattivi odori. Una delle cause principali dei cattivi odori negli ambienti di casa è la cottura dei cibi; per questo è importante il buon funzionamento di cappe e aspiratori, la cui efficienza è assicurata da una periodica sostituzione dei filtri. E comunque importante ricordarsi di aerare sempre il locale.

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