Come Cromare una Marmitta

La moto probabilmente è il simbolo della libertà per eccellenza per la maggior parte degli uomini ma anche per alcune donne che utilizzano la moto per passione o come segno di emancipazione. In effetti poche sono le situazioni in cui è possibile sentirsi così rilassati e privi di pensieri come quando si fa una bella passeggiata a cavallo della propria moto o dietro al proprio compagno in sella. I veri appassionati sono soliti tenere la propria moto come un vero gioiellino, prima d graffi, pulita, lucida e perfettamente cromata. La marmitta in particolar modo è una parte molto importante della moto e tenerla perfettamente cromata è importante sia per l’ estetica ma anche per la funzionalità, pertanto se ormai la cromatura della marmitta vi pare piuttosto vecchiotta o semplicemente desiderate cambiare colore e soprattutto farlo con le vostre mani come un biker che si rispetti, vediamo insieme come cromare una marmitta.

Come Cromare una Marmitta

Per prima cosa dovete parcheggiare la vostra moto in piano e bloccatela accuratamente con i cavalletti che possiede in dotazione. Dopo aver eseguito questa operazione andate ad isolare tutte le parti che non devono essere cromate in modo tale da proteggerle da eventuali schizzi, utilizzando dell’ apposito nastro per carrozziere. Spolverate per bene la vostra marmitta e se necessario carteggiatela e passate una mano di primer per metalli, ovvero un promotore di aderenza che aiuterà anche la durata nel tempo della vernice. Quando questo sarà asciutto potrete stendere una mano di vernice eseguendo gesti precisi e sempre nello stesso verso. Quando la prima mano di vernice sarà asciutta potrete passare la seconda mano e quando anche questa sarà completamente asciutta potrete passare un’ ultima mano di vernice trasparente, la quale darà un aspetto ancora più lucido e prolungherà la durata del lavoro eseguito. Quando il tutto sarà completamente asciutto potrete rimuovere il nastro isolante che avevate applicato.

Come Pulire una Marmitta Cromata

La pulizia di una marmitta cromata può essere un compito delicato, ma se fatto correttamente può aiutare a mantenere l’aspetto brillante e la funzionalità della marmitta. Ecco una guida passo per passo su come pulire una marmitta cromata:

Cosa ti serve
Spugna morbida o panno morbido
Detergente delicato o sapone per piatti
Acqua
Cera per cromo o polish per metalli
Panno in microfibra

Passaggi
Raffreddare la marmitta: Prima di iniziare la pulizia, assicurati che la marmitta sia completamente fredda. Pulire una marmitta calda può causare ustioni o danneggiare il cromato.

Rimuovere lo sporco superficiale: Utilizza una spugna morbida o un panno morbido imbevuto di acqua e un detergente delicato per rimuovere lo sporco superficiale. Evita di usare strumenti abrasivi o detergenti duri che possono graffiare il cromato.

Risciacqua: Risciacqua accuratamente la marmitta con acqua pulita. Assicurati di rimuovere tutto il detergente, poiché i residui possono danneggiare il cromato.

Asciugare: Asciuga la marmitta con un panno in microfibra per evitare macchie d’acqua. Assicurati di asciugare bene tutte le aree, comprese le zone difficili da raggiungere.

Applicare la cera per cromo o polish per metalli: Una volta che la marmitta è asciutta, applica una cera per cromo o un polish per metalli secondo le istruzioni del prodotto. Questo aiuta a proteggere il cromo e a mantenere il suo aspetto lucido.

Lustrare: Dopo aver applicato la cera o il polish, utilizza un panno in microfibra per lustrare la marmitta. Questo aiuta a rimuovere eventuali residui di cera o polish e a dare alla marmitta un aspetto lucido.

Ricorda, la chiave per mantenere una marmitta cromata in buone condizioni è la manutenzione regolare. Pulisci la marmitta regolarmente per prevenire l’accumulo di sporco e utilizza prodotti adatti al cromato per evitare danni.

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Come Realizzare un Copritermosifone

Premettiamo che come copritermosifone quello fai da te non è sicuramente uno dei più resistenti ma svolge benissimo il suo ruolo nel caso ci siano bambini che girano per casa. Teniamo a mente che il nastro di iuta è lo stesso che viene impiegato nella realizzazione delle sedute nelle poltrone. Il copritermosifone è coperto da un’ impalcatura di legno multistrato di 18mm che viene incollato e inchiodato. Prima di svolgere questa operazione è importante trattare il legno con sostanze impregnanti e se si vuole ottenere un effetto ancora migliore se ne può usare uno ad effetto cera per mettere in risalto le venature. Dopo aver costruito il telaio si può procedere con i nastri di iuta che andranno fissati ad esso con la graffatrice nella parte posteriore non a vista e togliendo la iuta in eccesso. Per far si che i nastri risultino più tesi basterà immergerli in acqua non molto calda per un paio di minuti e solo successivamente montarli sul legno.

Materiale necessario

listelli di legno d’abete; nastro di iuta di larghezza pari a 40 millimetri
graffette o piccoli chiodi; coppia di piedini d’acciaio
pannello di multistrato da 18 millimetri; un seghetto ed un cacciavite
colla vinilica; viti autofilettanti.

Procedimento

Per fare l’incastro a mezzo legno, la parte finale dei listelli va tagliata in centro per una profondità congruente all’altezza del listello che sarà assemblato. Per questa operazione è necessario servirsi del seghetto.
Per assemblare saldamente tra loro i listelli basterà cospargere la faccia incisa di ognuno di essi con un po’ di colla vinilica e lasciare asciugare il tutto. Per la buona riuscita di questo passaggio è fondamentale che i listini incollati siano sottoposti ad un peso in grado di pressarli e garantire il fissaggio l’uno all’altro.
Facciamo dei buchi presso gli angoli della cornice cosicché gli spezzoni di listello possano essere fissati ai distanziali; in questo modo sarà possibile distanziare il telaio dal muro. In ogni buco si può ora inserire una vite autofilettante.

Si può procedere ora con il fissaggio dei nastri di iuta. Questi vanno ancorati alla faccia posteriore del telaio attraverso le graffette o dei piccoli chiodi. I primi ad essere ancorate all’impalcatura nel copritermosifone sono quelli longitudinali e a questi andranno intrecciati quelli trasversali attraverso il metodo sopra-sotto. Una volta ottenuta la scacchiera possiamo fissare anche i segmenti trasversali stando bene attenti ad aver mantenuto una distanza regolare tra i nastri.

Prima di montare definitivamente il telaio bisogna fissare i piedini d’appoggio attraverso viti autofilettanti. Grazie alla loro forma a triangolo riescono a dare particolare stabilità al telaio del copritermosifone.

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Come Scegliere uno Scaldavivande

Lo scaldavivande si rivela uno strumento molto utile da possedere durante la stagione fredda, per i lavoratori che desiderano mangiare sano nel posto di lavoro se non è presente una mensa dove potersi recare in pausa pranzo. Infatti molte volte (ed è capitato anche a me), ci si reca al bar sotto l’ufficio dove si possono mangiare ottimi panini e toast. Questo potrebbe andare bene una volta o due la settimana, ma per il resto dei giorni mangiare snack non è proprio salutare.

Ecco che allora chi ha un pò di tempo per prepararsi il pranzo la mattina o la sera per la pausa pranzo del giorno dopo, ha bisogno di uno scaldavivande elettrico per riscaldare il cibo con comodità semplicemente attaccando la spina a una presa di corrente (sempre che non ci si porti un’insalatona o che l’ufficio sia provvisto di forno a microonde). Questi modelli, relativamente a cui è possibile vedere questa guida per informazioni tecniche, si differenziano dai modelli passivi perchè grazie all’alimentazione elettrica sono in grado di scaldare il cibo contenuto.

Come Scegliere uno Scaldavivande

Se cerchi uno scaldavivande, sia che tu lo desideri per il tuo ufficio o per i tuoi viaggi, ci sono alcune caratteristiche chiave da considerare. Ecco una guida passo-passo per aiutarti a fare la scelta giusta:

Tipo di scaldavivande: Esistono principalmente due tipi di scaldavivande: quelli elettrici e quelli a bagnomaria. Gli scaldavivande elettrici sono più comuni e convenienti, poiché possono riscaldare il cibo direttamente senza bisogno di acqua. Gli scaldavivande a bagnomaria, invece, richiedono acqua per creare vapore che riscalda il cibo. Quest’ultima opzione è ideale se il tuo cibo ha bisogno di essere riscaldato lentamente e uniformemente.

Dimensioni e capacità: Lo scaldavivande deve essere della giusta dimensione per le tue esigenze. Se prevedi di trasportare pasti più grandi o se vuoi riscaldare più porzioni contemporaneamente, potresti considerare un modello con una maggiore capacità. Se invece cerchi qualcosa di compatto e portatile per pasti singoli, uno scaldavivande più piccolo potrebbe essere sufficiente.

Materiale: La maggior parte degli scaldavivande è realizzata in plastica, ceramica o acciaio inossidabile. L’acciaio inossidabile è durevole e facile da pulire, ma può essere più costoso. La plastica è leggera e meno costosa, ma potrebbe non durare quanto l’acciaio. La ceramica conserva bene il calore, ma può essere più fragile.

Caratteristiche extra: Alcuni scaldavivande sono dotati di caratteristiche extra come la funzione di mantenimento in caldo, timer, o diversi livelli di calore. Considera quali caratteristiche potrebbero essere utili per te.

Facilità di pulizia: Cerca uno scaldavivande che sia facile da pulire. Alcuni modelli hanno parti rimovibili o sono addirittura lavabili in lavastoviglie, il che può facilitare molto le operazioni di pulizia.

Sicurezza: Assicurati che lo scaldavivande abbia caratteristiche di sicurezza come l’auto-spegnimento o la protezione dal surriscaldamento.

Prezzo: Infine, stabilisci un budget. Gli scaldavivande variano notevolmente di prezzo a seconda delle loro caratteristiche, del materiale e della marca. Considera quanto sei disposto a spendere e cerca un prodotto che offra il migliore rapporto tra qualità e prezzo.

Recensioni Scaldavivande

Dopo diverse prove e ricerca di informazioni online quindi, abbiamo deciso di mettere a disposizione la lista dei migliori scaldavivande per alimenti disponibili oggi nel mercato. Ogni modello in questa lista è stato accuratamente selezionato tra tutti quelli disponibili in commercio, per darti la possibilità di scegliere quello più adatto a te.

Ariete Scaldì AR799-OR
Lo scaldavivande Ariete Scaldì AR799-OR promette di essere un ottimo prodotto per la sua rapidità di riscaldamento dei cibi, che in soli 10 minuti saranno belli caldi e pronti da consumare; una tempistica perfetta per chi ha pochissimo tempo da dedicare alla pausa pranzo.
Il piatto smaltato rotondo (non rimovibile) è diviso in tre zone da dei divisori in plastica, i quali non sono ermetici e quindi se in una parte si ha del liquido, potresti ritrovarlo anche nelle altre zone. Il rivestimento antiaderente è resistente e facile da pulire con una spugna o un panno, facendo attenzione a non bagnare la parte elettrica.
Lo scaldavivande è provvisto di due manici rimovibili per un migliore trasporto a mano, anche se la forma dell’apparecchio lascia un po’ a desiderare. La forma rotonda infatti è comoda da utilizzare mentre si mangia, ma per il trasporto è scomoda (se non si tiene in mano) perchè solitamente non si possiede una borsa rotonda dove poter inserire qualcosa di tondo (24 x 24 x 10 cm).
Moltissimi utenti parlano bene dell’Ariete Scaldì AR799-OR, il quale ha il suo punto di forza nel riscaldamento veloce. Sebbene sia di forma rotonda si trasporta facilmente a mano grazie ai manici e il piatto con rivestimento antiaderente fa si che i cibi non si attacchino e che quindi la pulizia avvenga facilmente (anche se il piatto non si può rimuovere).

Spice Amarillo Inox

Se stai cercando uno scaldavivande elettrico capiente con la ciotola in acciaio ed estraibile, lo Spice Amarillo fa per te.
È perfetto per riscaldare il pranzo a lavoro perchè dotato di una capiente vaschetta estraibile in acciaio inox da 1.5 litri (che può essere lavata in lavastoviglie), nella quale riuscirai a farci stare una bella porzione del cibo che preferisci. Attenzione però che il coperchio non è ermetico e quindi è sconsigliato trasportare minestre e zuppe (se non facendo ben attenzione e magari riempendola poco).
Oltre alla vasca principale è presente anche una vaschetta in plastica con coperchio ermetico per inserire la frutta, delle salse o anche un pò di verdura cruda. Tutto ciò quindi che non va scaldato.
Questo scaldavivande per alimenti riscalda molto bene i cibi al suo interno in 20-30 minuti, piuttosto veloce rispetto ad alcuni modelli della stessa fascia di prezzo. Inoltre dispone di un cucchiaio in plastica posto nell’apposito spazio sul coperchio.

Rosenstein and Söhne
Questo scaldavivande elettrico per alimenti con interno in acciaio inox, presenta due vaschette in plastica da 500 ml e 700 ml rimovibili e facilmente lavabili in lavastoviglie.
Il cibo si riscalda in 30-40 minuti e grazie all’interno in acciaio, la temperatura viene mantenuta a lungo. Il coperchio non è totalmente ermetico, per cui si consiglia di non inserire liquidi e al limite di trasportarli in una vaschetta apposita, per poi scaldarli nello scaldavivande.
Nella confezione troverai anche un pratico cucchiaio.

Ariete Scaldì 00C079701AR0
Scaldì 00C079701AR0 è il nuovo scaldavivande Ariete dalla forma rettangolare compatta, perfetto per essere trasportato comodamente in una borsa.
È dotato di un piatto interno smaltato antiaderente in ceramica (non rimovibile) antigraffio, molto facile da pulire.
Questo scaldavivande elettrico presenta un coperchio ermetico con due ganci laterali, in modo da riuscire ad aprirlo facilmente, pur riuscendo a mantenere in modo ottimale i liquidi (non troppo “brodosi”) al suo interno.
Ariete Scaldì 00C079701AR0 riscalda il tuo pranzo in soli 10-15 minuti al massimo, un tempo nettamente inferiore rispetto ad altri modelli più economici. L’ideale scaldavivande da ufficio!

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Come Allevare un Falco

Se presi da piccoli è quasi impossibile addestrarli così pure quelli nati in prigionia (cosa molto difficile a verificarsi). Occorre che siano “randagi” o “grifagni”, ossia che abbiano imparato a volare e predare sotto l’insostituibile direzione paterna.

Occorrente
Un colombo
Una rete
Lunghi guanti di pelle
Uno speciale cappuccio di cuoio (in passato anche abbellito con ornamenti di seta ed argento)
Un sostegno
Un guinzaglio o “filagna”
Un uccello morto
Un uccello vivo con le ali spuntate
Qualche pezzetto di carne

Calza sempre i guanti per proteggerti dalle inevitabili unghiate o beccate dell’allievo. Impastoia un colombo ad una rete e nasconditi a pochi metri di distanza. All’arrivo del Falco selvatico tira la rete verso di te, in modo da imprigionare il rapace. Libera il colombo. Al capo del falco adatta il cappuccio che sempre devi lasciare durante il riposo affinchè possa meglio fissarsi nella mente l’esercizio che gli venne insegnato e per impedire la fuga verso la luce come lo spingerebbe il suo istinto.

Abitualo dapprima a volare da un sostegno vicino al tuo pugno, stimolandolo con il premio di qualche cibo appetito: nei giorni successivi aumenta gradatamente la distanza. Quando il falco ha imparato in luogo chiuso le prime lezioni, le stesse continuano all’aperto tenendolo però prigioniero per una zampa con il guinzaglio.

Ogni giorno prolunga e perfeziona gli esercizi lanciandolo in aria sempre più in alto controvento, dopo averlo liberato dal cappuccio, ed eccitandolo a ghermire prima l’uccello morto poi quello vivo. Afferrata la vittima, a differenza di quanto fanno i cani, non la riporta, ma sceso a terra, e se è ben ammaestrato, la tiene stretta tra gli artigli, senza dilaniarla, in attesa che tu lo raggiunga e lo premi con la carne.

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Come Pulire i Vetri in Modo Efficace

Molti dei nostri weekend, per mancanza di tempo durante la settimana, sono in parte destinati alle pulizie di casa. Una delle attività più odiate è senza dubbio la pulizia dei vetri: a volte, più ci impegniamo per renderli brillanti e splendenti e più ci sembra di ottenere esattamente l’effetto contrario.

Quando decidiamo di pulire i vetri della nostra casa, infatti, dobbiamo ricordare sempre di mettere in pratica alcuni fondamentali accorgimenti che ci permetteranno di non ripetere il lavoro una seconda volta, indipendentemente dalle nostre preferenze sui prodotti da utilizzare per la pulizia, sempre che il vostro uomo non voglia farvi una sorpresa regalandovi un robot lavavetri.

Ecco secondo noi cosa vale la pena ricordare prima di affrontare questo delicato momento di pulizia

Per partire con il piede giusto è necessario eliminare subito la polvere depositata sui vetri, prima ancora di procedere con il lavaggio vero e proprio. In questo modo eviterete di impastarla con il vostro detergente e sparpagliarla su tutta l’area da pulire. Per rimuoverla basta semplicemente passare uno strofinaccio morbido sulle superfici – meglio ancora se avete a disposizione uno specifico panno elettrostatico – poi risciacquate con acqua calda ed asciugate;

Il segreto per non lasciare aloni alla fine della pulizia è utilizzare la carta di giornale. Spruzzate la soluzione scelta, appallottolate alcuni fogli di giornale e procedete a strofinarli sul vetro, insistendo con maggiore decisione sulle macchie più evidenti. Ricordatevi di cambiarli quando saranno diventati troppo umidi.

Quando programmiamo la pulizia dei vetri durante la settimana, spesso incrociamo le dita nella speranza che non piova… dimenticandoci degli scherzi che può farci il sole! L’azione del sole sui vetri bagnati è la prima causa degli aloni più complicati da rimuovere;

Se avete a che fare con vetri dalla superficie smerigliata o comunque non liscia, utilizzate per il lavaggio una spazzola dalle setole dure, appositamente studiate per essere più efficaci in questo tipo di eventualità. Asciugate poi con un panno morbido o con la solita carta di giornale.

Al termine della pulizia, asciugate diversamente le superfici interna ed esterna, una con movimenti in senso orizzontale, l’altra al contrario in senso verticale. Questo vi permetterà di riconoscere subito ad occhio nudo se avete tralasciato qualche macchia o alone, e di capire immediatamente dove si trovino.

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